Legambiente Saonara-Vigonovo
il circolo “Legambiente Sarmazza” nasce formalmente il 12 marzo 2008 per iniziativa di un gruppo di volontari di Saonara interessati alla difesa dell’ambiente.

Il nome “La Sarmazza” deriva da un toponimo presente nei nostri territori che si riferisce al popolo dei Sarmati che abitavano un tempo nelle nostre zone.

I Sarmati facevano parte della famiglia etnica iranofona (di lingua indoeuropea e quindi aperta alla cultura e alla religione persiana). Si dividevano probabilmente in 4 tribù: Iazigi, Roxolani, Aorsi e Alani. Essi in origine abitavano le steppe lungo il Volga, le regioni pedemontane degli Urali meridionali e la steppa del Kazakistan occidentale. Nei loro territori d’origine essi si scontrarono con i Battriani, i Parti e i Sogdiani. In diversi periodi e a diverse ondate essi si spinsero verso occidente.

Nel IV secolo decine di migliaia di guerrieri Sarmati vennero posizionati dai Romani a presidio delle principali città, come contingenti per fronteggiare le invasioni di altri popoli barbari. Molte località a noi vicine portano ancora nomi legati alla venuta di questo popolo: Sarmede (TV), Sarmego (VI), Sarmeola (Rubano – PD, Zarmeghedo (VI), Sarmazza (Monteforte d’Alpone – VR), Sarmazza (Gambellara – VI), Sarmazza (Vigonovo – VE).


Venendo ai giorni nostri, due gli eventi principali del primo anno di vita del circolo: la piantumazione del boschetto nell’alveo dell’idrovia all’altezza di via Frassanedo e l’adesione alla campagna di Puliamo il Mondo che si svolge lungo l’argine idroviario, iniziativa che diventerà poi ricorrente per gli anni a venire.

Nel 2009 il circolo si allarga al vicino comune di Vigonovo partecipando alla festa “Saperi e sapori” ed inizia a vigilare sul territorio con segnalazione ed esposti contro i cattivi comportamenti di pochi incivili.

Il 2010 ci vede presenti con numerosi gazebi sia a Saonara che a Vigonovo per la raccolta delle osservazioni al P.A.T.I. (e soprattutto fra i gruppi più attivi all’interno dei Comitati Ambiente Territorio (C.A.T.), nelle battaglie per il completamento dell’idrovia, per l’interramento dell’elettrodotto, per l’opposizione alla camionabile. A dicembre il Circolo è fra i promotori della serata sul rischio idraulico tenuta a Tombelle.

Nel 2011 il tema forte sono i referendum per il no al nucleare e per l’acqua pubblica e tutti i soci danno una prova di grande partecipazione con una informazione capillare alla cittadinanza contribuendo così alla vittoria finale. A settembre  il Circolo collabora all’organizzazione della serata su Camionabile ed Elettrodotto tenutasi a Tombelle.

Il 2012 inizia con l’adesione alla campagna “Malaria” che ci vede impegnati per le vie di Saonara e Vigonovo a misurare il livello di PM 10 nell’aria, prosegue nella primavera con la presentazione di un decalogo strategico per la programmazione del comune di  Saonara chiamata alle urne per nominare la nuova amministrazione e l’organizzazione di una serata pubblica dove tutti i candidati sindaci sono chiamati a rispondere ai quesiti per noi determinanti. In Estate partecipa con un proprio stand alla “notte bianca” di Saonara ed elabora la prima bozza del percorso di progettazione partecipata del cortile scolastico delle scuole primarie di Villatora presentato al Dirigente Scolastico e all’Assessore all’Istruzione. Oltre ai Congressi Regionali dei Circoli per la prima volta partecipa al Congresso nazionale di Rispescia (GR).

Il 2013 è l’anno del Piano di Assetto Territoriale del Comune di Saonara, la programmazione urbanistica dei futuri 10 anni e più. Fin da subito il Circolo esprime aspre critiche sui numeri che prevedono la massima trasformazione possibile di superficie agricola in superficie edificabile. Contestiamo che ci sono tante case sfitte ed invendute, non c’è crescita demografica né immigrazione (e i dati, a distanza di appena un anno, ci daranno ragione). Si crea un gruppo di lavoro con tutte le forze politiche che non hanno contribuito a predisporre il piano per cercare un reale percorso partecipato, ma la Giunta si dimostra sorda. Si organizzano banchetti e si raccolgono più di 300 firme per rilanciare il dialogo, ma senza successo. Allora si presentano le osservazioni, tante, circostanziate, partecipate, per cercare di limitare il consumo di suolo. Pressoché tutte respinte: a dicembre il P.A.T. viene adottato e dopo alcuni mesi definitivamente approvato. Rimane una grande esperienza di formazione, di cooperazione, di dialogo. Ci consoliamo con lo storico giudizio del Consiglio di Stato che rovescia la sentenza del T.A.R. e che costringe TERNA a ripresentare il progetto che prevedeva la linea elettrica aerea anziché l’interramento. È la tappa finale (speriamo) di una battaglia impegnativa, lunga, costosa sotto tutti i punti di vista, ma ricca di soddisfazione.

Nel 2014 riprendiamo a gran forza le iniziative per il completamento del’idrovia Padova-mare e la battaglia contro la “camionabile”. Troviamo alleanze con Comitati ed Associazioni, primi fra tutti Brenta Sicuro, altri circoli di Legambiente, semplici cittadini. Licenziamo un documento con l’adesione di una ventina di sigle che chiarisce l’idrovia che vogliamo: canale scolmatore di 350/400 metri cubi al secondo per la salvaguardia del rischio idraulico in caso di alluvioni (ricordate il 2010?) e via trasportistica integrata con le altre vie d’acqua della pianura padana per ridurre l’inquinamento che ammorba l’intera pianura. Ma la grande novità è il frutteto biologico didattico di piante antiche, piccolo grande angolo di biodiversità con più di 100 specie che nel tempo crescerà, fruttificherà, e rimarrà a disposizione di tutti i cittadini lasciando un segno costante della nostra presenza nel territorio.

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